Mostrare il genio del luogo
 

Mostrare il genio del luogo

luglio 2015
 

squares

neo~local design

 

Due progetti in Marocco e Palestina sul tema dell'identità che esplorano il visual design per accendere il dialogo tra progettisti e comunità locali.

 
 
Un dettaglio dell'architettura di Marrakesh

Genius loci, è l’idea per cui ogni luogo possiede un suo specifico ‘spirito’, legato a una combinazione di fattori percepibili. Sia che si riferiscano al dominio naturale; il clima, la luce; o in manifestazioni più direttamente legate all’azione dell’uomo; come nelle forme architettoniche e nel design delle cose che ci circondano, o talvolta nell’interazione tra l’azione dell’uomo e della natura, come nel caso del paesaggio, gli elementi di questo spirito possono appartenere a una varietà di dominii, tangibili e non, che rendono quel luogo unico.

Dettagli del paesaggio urbano a Marrakesh

L’idea di trasformare il ‘carattere del luogo’ in espediente per esplorare il patrimonio culturale tangibile e intangibile attraverso le immagini in movimento ha guidato due progetti sviluppati recentemente presso il laboratorio di ricerca animazionedesign del Dipartimento di Architettura, Design e Urbanistica di Alghero. In entrambe i casi ci è stato chiesto di sviluppare prodotti audiovisivi che funzionassero come facilitatori comunicativi, per stimolare un dialogo tra pianificatori, progettisti e comunità locali.

I due progetti si sono svolti all’estero, in contesti molto diversi da quelli con cui ci confrontiamo abitualmente. In Marocco e in Palestina si usa l’alfabeto arabo, si scrive e si impagina da destra a sinistra: il che ha ovviamente posto una sfida al nostro tipico approccio, basato sulla forte interpretazione grafica, l’uso della tipografia e l’illustrazione. Per entrare in sintonia con le comunità locali, anziché rischiare di parlare solo ai designers coinvolti nel progetto, dovevamo individuare un linguaggio che funzionasse da ponte tra culture visive diverse, con cui esplorare in modo sensibile le identità visive proprie delle popolazioni locali.

Abbiamo così deciso di sviluppare il nostro discorso visivo lavorando con elementi tratti dal contesto, sperando di cogliere lo ‘spirito del luogo di’ Marakesh e Gerico, per sintonizzarci con il dialetto visivo locale.

Split-Screen del sistema di irriagazione tradizionale di Gerico

Il materiale, integralmente registrato sul posto, sarebbe successivamente stato combinato attraverso una selezione e re-inquadratura, per essere reinterpretato in composizioni fortemente basate su cambi di montaggio molto rapidi e split-screen.

Immagiini dell'agricoltura nell'Oasi di Gerico

Pur provenendo dalla realtà dell’esperienza locale, in entrambe i progetti il materiale visivo su cui ci siamo basati è stato rielaborato, tramite contrasto, giustapposizione e confronto tra immagini (Marrakesh), o ricombinato attraverso  un ‘taglia e incolla’ in composizioni a mosaico, per creare una retorica visiva basata su ripetizioni, associazioni e contrasti (Gerico).

 

 

Nicolò Ceccarelli

Professore Associato, Architettura Ad Alghero

 

Professore Associato in Design presso il Dipartimento di Architettura, Design e Urbanistica di Alghero-Sassari. Nel corso degli anni ha orientato il suo lavoro di ricerca verso le interazioni tra design e tecnologia digitale, lavorando su diversi fronti tra cui la modellazione e la visualizzazione 3D, l’esplorazione di nuovi linguaggi per rendere le informazioni accessibili attraverso il visual design. Più recentemente, nel suo laboratorio di ricerca ‘animazionedesign’, ha iniziato a lavorare sull’idea di un design attento alla dimensione locale, lavorando all'estero, in Marocco e in Palestina, e attorno a temi della Sardegna, con i progetti per Expo2015, la divulgazione scientifica del Museo storico della sua Università e la mostra PastFuture alla Triennale di Milano.

Nicolò sta immergendosi in un nuovo progetto sulla visualizzazione di un codice dell'inizio del 14 secolo.

 
Ceccarelli